Veste il calice di un bel rosso rubino, con riflessi leggermente granati all’unghia. Ampio e articolato il naso, con i sentori di marasca sotto spirito e di prugna matura che aprono l’olfattiva, per poi essere seguiti dai terziari di tabacco, di pepe nero e di liquirizia, cui si aggiungono sfumature mentolate e richiami all’incenso. Il palato è energico e avvolgente, strutturato e ben organizzato nella trama tannica, di ottima persistenza.
“φρήν”, ovvero “Fren”, che in greco antico significa “anima”, a indicare, in questo caso, la capacità di questo Taurasi di esprime la più vera essenza delle vecchie viti di aglianico coltivate da Stefania Barbot. Matura in grandi botti di legno, poi in acciaio, per affinare da ultimo in bottiglia prima di essere messo in commercio. È un Taurasi profondo ed energico, ma allo stesso tempo anche generoso e gentile. È un “gigante buono” che non si tira indietro di fronte a niente e a nessuno. Con le pernici marinate al ginepro andrà a formare un’accoppiata da leccarsi i baffi.
Si sposa sia con le carni rosse che con la selvaggina. Da provare con le pernici marinate al ginepro.
Solfiti
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