Al calice il rosso rubino è intenso, con importanti riflessi color porpora alla vista. Il naso è fresco e delicato allo stesso tempo, ricco di toni fruttati che richiamano la ciliegia e il mirtillo, poi contornati da sfumature di fiori e di spezie. Il palato è alternato tra tannicità e acidità, di buona scorrevolezza e di buona persistenza.
Nasce dal vigneto Bricco Ambrogio di Roddi, dove quelle che si incontrano sono prevalentemente viti di nebbiolo, tuttavia affiancate anche da qualche filare impiantato a dolcetto. Vecchie piante di oltre cinquant’anni arrivano a regalare un sorso lavorato esclusivamente in acciaio e lasciato riposare per sei mesi, così da esaltare le sfumature del territorio e le peculiarità di grappoli complessi e strutturati. Incontriamo quindi un Dolcetto d’Alba che è incluso di diritto nell’elenco dei migliori della denominazione, perché quello della cantina Paolo Scavino è davvero un Dolcetto eccellente. Sceglietelo per aprire la cena quando la cucina è quella di terra, e magari sposatelo con gli antipasti alla piemontese: il resto verrà da sé.
Da abbinare alla cucina di terra, è perfetto per accompagnare i tipici antipasti alla piemontese.
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